Intervista su….

 

Estrapolo questa intervista che mi ha fatto Anna Passaniti nell’ambito della sua tesi di specializzazione ( vedi Materiali) perchè può servire a capire come lavoro anche perchè  qualcuno a suo tempo mi aveva definito : un docente ipertecnologico

INTERVISTA SU VINCOLI E RISORSE RELATIVI ALL’USO DELLE TECNOLOGIE IN GENERALE E DEL QUADERNO ELETTRONICO IN PARTICOLARE NELLA DIDATTICA SPECIALE

INTERVISTATO: prof. Renato Ceccon

INTERVISTATRICE: Anna Maria C. Passaniti

 

  1. Tu fai molto uso delle tecnologie informatiche con gli alunni in difficoltà, qual è il loro vero “aiuto”, oltre ad un surplus di motivazione che esse stimolano in loro?

   Per rispondere in modo esauriente a  questa domanda non basterebbe un trattato…d’altronde le giustificazione psicopedagogiche in letteratura non mancano, da Calvani ad Antonietti, da Penge a  Petrucco ecc.  Io ti posso rispondere però attraverso alcune riflessioni e considerazioni che nascono dall’esperienza sul campo, dall’aver cioè utilizzato nel mio lavoro anche le Nuove Tecnologie dal 1991; ribadisco l’anche perché sono convintissimo che queste (a parte i casi in cui sono l’unico mezzo per comunicare) possono diventare un valido strumento per favorire la didattica speciale  ma non devono, a mio avviso,  essere l’unico utilizzato dall’insegnante nella sua azione didattica.

A questo proposito  io vedo bene una integrazione di strumenti e metodi, da quelli tradizionali (testi semplificati, schede, materiale strutturato, ausili particolari….) alle Nuove Tecnologie.

   Io sono dell’opinione che il vero motore dell’apprendimento significativo e non meccanico risieda nella motivazione al lavoro scolastico e che questa motivazione possa essere favorita da alcuni fattori come la curiosità : vediamo cosa succede quando clicco con il mouse, l’esplorazione dell’ambiente di lavoro,  il costruire  o il fare individuale e di gruppo :  la soddisfazione e la conseguente crescita di autostima determinata dal realizzare un lavoro come e con i compagni oltre al fatto che facendo si apprende meglio… il senso di essere tutti artigiani e tutti  apprendisti compreso il docente, l’interattività  (che io cerco sempre nei lavori che creo a scuola)  poi è fondamentale  perché fornisce all’allievo fruitore un feedback immediato del proprio lavoro e anche in questa veste l’allievo ha sempre l’impressione di fare, di costruire, ancora la non pregiudizialità del mezzo (scusa il bruttissimo termine ma non me ne vengono in mente di migliori…) cioè il fatto che uno può anche sbagliare ma  col pc  può anche facilmente rimediare e soprattutto non è giudicato per questo!!

   Inoltre, cosa fondamentale, l’uso di un sistema autore permette di realizzare lavori connotati da elementi familiari affettivamente positivi che concorrono a creare uno sfondo integratore agli elementi della didattica (possono essere per esempio i personaggi dei cartoni animati preferiti, o l’uso di figure conosciute,musiche, animazioni… ad esempio con un’allieva ho usato la Pimpa perché gli piaceva molto la cagnetta a pois rosa, con altri ho usato personaggi di fantasia disegnati durante l’ora di artistica dai compagni…)

    Un altro lato positivo dell’uso delle Nuove Tecnologie risiede nel fatto che l’allievo, ma anche il resto della classe, non ti percepisce come l’insegnante di sostegno dell’allievo in difficoltà ma l’esperto di informatica che lavora anche con lui e con la classe.

 

 

  1. Perché hai scelto di utilizzare questo tipo di software fra i tanti a disposizione, di cui alcuni specifici per i vari tipi di difficoltà?

   Bisogna innanzitutto distinguere tra software didattico commerciale preconfezionato e software autore.

   A volte adopero il primo, ma a mio avviso non sempre risponde in modo flessibile e soddisfacente alle esigenze della didattica, più in generale  prediligo i sistemi autore  perché mi permettono di utilizzare le Nuove Tecnologie nel senso più ampio del termine e cioè di creare dei percorsi  basati sui bisogni educativi e sullo stile cognitivo degli allievi, percorsi che generalmente partono dal progetto (mappa cognitiva) per arrivare alla co-costruzione  del software.

 

  1. Come si realizza in concreto l’integrazione del disabile facendo uso del quaderno elettronico?

   Mi verrebbe da dire : non si realizza!! Nel senso che non è il quaderno elettronico che realizza l’integrazione, ma il progetto didattico che sta a monte all’uso delle Nuove Tecnologie, è molto importante per esempio il rapporto con i docenti curricolari …. Le N.T. comunque sicuramente aiutano, prendi il caso di xxx che non voleva saperne di avere il docente di sostegno (crisi comportamentali appena si accennava ad un aiuto), che non voleva saperne di insegnamento individualizzato, con un’autostima sotto i tacchi……..  beh in questo caso posso dire che l’uso delle Nuove Tecnologie ha fatto miracoli:

  • pian piano xxx mi ha visto come l’esperto di pc e non come doc di sostegno e quindi ha accettato la mia figura come  tutor della classe.
  • xxx ha ricevuto in alcune materie un trattamento individualizzato senza che se ne rendesse conto xchè inserito in un gruppo di lavoro
  • xxx ha aumentato la sua autostima in modo eccezionale quando si è reso conto che era il più bravo del gruppo nell’uso del pc e gli altri gli chiedevano consiglio nel lavoro
  • eccetera

   In ogni caso non è né il prodotto  né l’uso del  pc in sé che realizzano l’integrazione.

   Quando si riesce ad ottenere la vera integrazione scolastica dell’allievo con necessità speciali il clima della classe è determinato da un senso del fare assieme e di collaborazione, anche per piccoli gruppi.

 

  1. Qual è la principale risorsa (il suo “punto di forza”) di questo software?

   Neobook è uno dei tanti sistemi autore. Io lo prediligo per la sua facilità d’uso, flessibilità, praticità e portabilità inoltre non costa una fortuna.

 

 

  1. Ci sono dei vincoli? Quali?

   Dal punto di vista hardware nelle varie versioni si adatta a tutti i sistemi operativi e alle varie configurazioni, dal punto di vista delle competenze il docente deve avere un minimo di conoscenze rispetto l’uso del pc. Gli allievi imparano abbastanza in fretta ad usarlo ( a volte più velocemente di certi docenti J )

 

  1. E la “condicio sine qua non”?  Esiste cioè una condizione di esercizio (interna o esterna) necessaria al suo utilizzo per cui ci possono essere dei casi in cui escludi di poterlo usare?

   Fatto salvo il fatto della disponibilità hardware e software, delle competenze del docente ci deve essere a monte un progetto redatto da tutto il c.d.c.  per quanto riguarda le disabilità è evidente che i non vedenti hanno altri software e altri ausili sicuramente più importanti dei sistemi autore mentre una controindicazione all’uso generale del pc può determinarsi in casi di epilessia o certi  casi di autismo

 

  1. Se questo software può costituire il raccordo “ideale” tra programmazione di classe e P.E.I.[3], in che modo esso può coinvolgere gli altri compagni e i vari insegnanti creando dei punti di contatto anche con le varie programmazioni di classe, con “guadagno” per tutti?

   Io non credo che un software possa essere un raccordo tra programmazione di classe e P.E.I. credo piuttosto che le N.T. possano svolgere un ruolo importante nell’integrazione scolastica di allievi con necessità speciali  agendo come ponte tra la didattica tradizionale e quella collaborativa, la quale  meglio si adatta a mio avviso alla maggioranza dei soggetti in difficoltà, anche quelli non certificati o borderline.

 

  1. Cosa ne pensi del tutoraggio da parte di uno o più compagni a fianco degli alunni in difficoltà, anche e soprattutto durante la “creazione” di pagine del quaderno elettronico?

   Dipende dalla prospettiva, se pensiamo ad un tipo di didattica basata sulla cooperazione e collaborazione  (cooperative learning) credo sia  normale che in un gruppo i più bravi aiutino i più deboli se invece questo discorso riguarda un tipo di didattica tradizionale  o peggio ancora portare in laboratorio l’allievo in difficoltà con il compagno che l’aiuta mi sembra che il docente di sostegno deleghi ad altri la propria funzione.

 

  1. Fai usare tale software anche agli altri alunni della classe?

Certo

 

  1. Che influenza può avere il tipo di didattica impostato in classe (tradizionale o di tipo “inclusivo”) sul tuo tipo di didattica di tipo prevalentemente tecnologico?

   Non capisco questa domanda, io non ho un “tipo” di didattica né tantomento prevalentemente “tecnologica”. Io creo o perlomeno cerco di creare un progetto didattico basato sui bisogni del mio allievo (ad esempio  con xxxx  in terza ho usato poco le N.T. molto invece il lavoro di gruppo, le schede semplificate, i testi, gli eserciziari, percorsi di avvicinamento alle verifiche ecc.)

 

  1. Per concludere, viste le grandi risorse di questo software, e ammesso che la                                 scuola in cui si opera lo possieda o decida di acquistarlo, quanto la sua efficacia dipende dalla quantità e qualità di competenze possedute dal docente che ne fa uso? Vale la pena usarlo anche in presenza del minimo di competenze necessarie (magari utilizzando come risorsa le competenze eventualmente possedute da uno o più compagni della classe

   Vale sempre la pena di usare le N.T. quando queste sono elemento di sicura validità nell’integrazione scolastica dell’allievo in difficoltà.

 

 

 

 

NeoBook Pro 5

Sistema autore per creare  applicazioni ipermediali 

 

 

 

 

[1] La conversazione è impostata in modo informale, trattandosi di un collega col quale ho lavorato a stretto contatto per l’intero anno scolastico.

[2] Il prof. Renato Ceccon tiene anche dei corsi di informatica all’interno della scuola nella quale opera. Ricordo inoltre che per 8 anni (fino al 2002, poi interrotto da ragioni di “tagli alle spese “) ha lavorato come estensore del Progetto Scuola Handicap del Provveditorato agli Studi di Venezia (P.S.H); come Coautore e Webmaster del sito PSH ; e come collaboratore del sito Leo‑Link. Ha inoltre lavorato come  collaboratore del portale per integrazione scolastica progetto handitecno della BDP – I.N.D.I.R.E. (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa)  per l’anno 2002 (ha avuto il mandato anche per quest’anno). Ricordo infine le numerose nomine a relatore per i corsi di aggiornamento e di Alta Qualificazione sull’uso delle nuove tecnologie per l’integrazione, e i numerosi articoli sulle stesse tematiche.

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